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mercoledì 31 maggio 2017

Coppie librose.

Ciao amici lettori, come state?
Oggi sono felice di portare sul blog un nuovo post della rubrica Coppie librose, sempre in collaborazione con la dolcissima Ila di Emozioni tra le righe
la coppia da me scelta è formata da Elspeth e David protagonisti di 9000 giorni e una sola notte di Jessica Brockmole.
Buona lettura.



Ho scelto di parlare di un amore poco convenzionale oggi, di un amore nato da lontano ma mai dimenticato nel tempo.
L'amore che unisce Elspeth e David ha inizio quando David decide di scrivere una lettera a Sue (Elspeth) una poetessa che riesce ad emozionarlo con le sue poesie quando è ancora una studente.
Espeth non ha mai ricevuto una lettera da un fan, se così lo vogliamo chiamare, ma alla fine decide di rispondere non immaginando che sarà l'inizio di tutto.
Da quel giorno Elspeth e David si scambiano lettere dapprima amichevoli, ricche di conversazioni superficiali, per poi arrivare a confessioni più intime e veri e propri sfoghi da parte di Elspeth.
Lettera dopo lettera, i due si ritrovano ad innamorarsi perdutamente l'uno dell'altra nonostante non si siano mai visti ne conosciuti dal vivo.
La distanza però non è facile e David la incita a vedersi senza sapere che Elspeth è sposata, ma in realtà non sa nemmeno che il loro matrimonio è in crisi e che Elspeth non prova più amore per Iain.
E così, come potete ben immaginare, i due si incontrano e la donna non può più mentire a se stessa: è innamorata di David, un uomo con cui non ha mai trascorso più di qualche ora.
Com'è possibile?
Lei non lo sa ma decide di seguire il cuore per la prima volta in vita sua e si butta, confessa tutto a David arrivando alla conclusione di continuare a vivere il loro amore così come viene.
Non possono certo sapere che David e Iain saranno prigionieri di guerra nello stesso luogo e che, proprio David si troverà a fornire la via di fuga all'altro permettendogli di tornare a casa da Elspeth.
Non pensavo di poter mai fare il tifo per due amanti, solitamente odio i triangoli amorosi e non posso soffrire i personaggi che tradiscono, eppure questa coppia mi ha conquistata come poche altre, mi ha ricordato l'amore eterno di Le pagine della nostra vita. Quindi alla fine pregavo perché quei due si ritrovassero...e l'autrice mi ha fatto un bel regalo!
Dopo mille peripezie, dopo anni e anni, situazioni complicate e problemi vari, dopo una mezza vita passata lontani, finalmente si ritrovano e nella maniera più dolce che si possa pensare.
Ho davvero amato questa coppia nonostante tutto e la fine mi ha commossa (e io non mi commuovo quasi mai per cui potete immaginare quanto mi sia entrata nel cuore).
David è indubbiamente il personaggio che ho amato di più perché, con la sua tenacia, mi ha insegnato a lottare per ciò che vogliamo e non arrendersi mai, nemmeno quando sembra tutto perduto.
L'amore vince sempre, non possiamo decidere di chi innamorarci ne quando...il destino unirà sempre le strade di chi si ama davvero, anche dopo una vita.
Ed è proprio quello che succede a Elspeth e David.
Vi consiglio di leggere 9000 giorni e una sola notte se siete amanti delle storie romantiche e strappalacrime.

Le citazioni più belle:

Le emozioni sono fugaci come una notte silenziosa.

Non regalare il tuo cuore in modo avventato, perché potresti non riaverlo mai più indietro.

I ricordi sono una bella cosa, ma è la prospettiva di crearne di nuovi che aiuta a tirare avanti.

Il presente e il futuro si costruiscono sul passato e so che vuoi sapere da dove vieni, prima di decidere dove andrai.

Non possiamo impedirci di amare.


Forse sarò un'idealista, ma non posso trattenermi dal pensare che nulla accade per caso. Sei entrato nella mia vita nel momento stesso in cui Iain ne è uscito. Eri lì per me, proprio quando lui non c'era più. Ci dev'essere una ragione.

Finché non conoscerai il percorso che ti ha portato a essere ciò che sei, non saprai mai se stai camminando lungo la strada giusta.

Erano sognatori, leggevano e rileggevano tutto ciò che trovavano, avevano sempre lo sguardo fisso sull'orizzonte, come se cercassero un modo per toccarlo. E tutti e due, quando hanno donato il loro cuore, lo hanno perso per sempre.

Quando si chiude una porta, non si può che aprirne un'altra.

Ora, per sempre e oltre, ti amo.

Tutti noi ci affanniamo a cercare l'amore, solo per scoprire poi che amare è molto più facile di quanto crediamo.



Ecco una bella immagine dell' Isola di Skye dove vive la protagonista della storia.











Bene amici lettori questo era il mio post, vi invito di cuore ad andare a leggere anche il post della mia splendida collaboratrice Ila Emozioni tra le righe
Un bacione dalla vostra Cry.




martedì 30 maggio 2017

Conosciamo i personaggi.

Buona sera amici lettori, eccoci ad una nuova puntata di Conosciamo i personaggi.
Io e Carmelo abbiamo deciso di parlarvi di due personaggi realmente esistiti e molto carismatici: Cleopatra e Re sole.
Buona lettura!

Re sole Luigi XIV


La storia:

Luigi XIV di Borbone, detto il Re Sole(Le Roi Soleil) oLuigi il Grande(Saint-Germain-en-Laye5 settembre 1638 – Versailles1º settembre 1715), è stato un membro della casata dei Borbone nonché il sessantaquattresimo re di Francia e quarantaquattresimo di Navarra; regnò per oltre settanta anni, dal 14 maggio 1643, quando aveva meno di cinque anni, fino alla morte nel 1715.
Per la sua durata il regno di Luigi XIV è al 12º posto nella classifica dei regni più lunghi della storia. Fu il primogenito di Luigi XIII (figlio di Enrico IV e di Maria de' Medici) e di Anna d'Austria (figlia del re Filippo III di Spagna). Alla morte del cardinale Mazzarino nel 1661 prese personalmente il potere senza nominare alcun primo ministro: la sua presa di potere segnò la fine delle grandi rivolte nobiliari, parlamentari, protestanti e contadine che avevano segnato i decenni precedenti. Luigi impose l'obbedienza a tutti gli ordini della popolazione e il controllo anche sulla religione, condannando il giansenismo nel 1660 e il protestantesimo, revocando l'Editto di Nantes nel 1685. Durante il suo regno rafforzò l'influenza della Francia in Europa e nel mondo, combattendo tre grandi conflitti; ma oltre che militarmente la cultura francese fu sovrana in Europa durante il suo lungo regno. Convinto assertore di una monarchia di tipo assolutistico e della legittimità dei diritti divini del monarca, regnò comunque sempre nell'interesse della Francia.
Continuò inoltre l'opera dei suoi predecessori nel tentativo di creare uno Stato sempre più centralizzato governato direttamente dalla capitale: Parigi. Cercò di eliminare gli ultimi resti dell'antico feudalesimo medievale persistente in alcune parti della Francia con il trasferimento dal 1682 della corte intera alla reggia di Versailles, il grande palazzo da lui fatto realizzare in aperta campagna con il preciso scopo di incantare l'aristocrazia francese e costringerla a vivere lontana dalla vera politica che si dibatteva nella capitale. Con questi mezzi consolidò il sistema della monarchia assoluta in Francia che perdurò sino alla rivoluzione francese.
Alla sua morte, a soli pochi giorni di distanza dal suo settantasettesimo compleanno, Luigi venne succeduto dal suo pronipote di appena cinque anni, Luigi XV, dal momento che tutti gli eredi intermedi gli erano premorti: suo figlio Luigi, il Gran Delfino, il primogenito del delfino Luigi, duca di Borgogna e anche il figlio di questi, Luigi duca di Bregagna (fratello maggiore di Luigi XV).



Curiosità:

L'erede miracolato

Durante la sua infanzia, Luigi XIV sfuggì più volte alla morte:
  • a 5 anni finì quasi annegato in uno dei laghetti dal giardino del Palais-Royal. Si salvò in punto di morte;
  • a 9 anni nel 10 novembre 1647 contrasse il vaiolo e dopo dieci giorni di cure, quando i medici erano ormai senza speranza, Luigi recuperò la salute "miracolosamente"
  • a 15 anni soffrì di un tumore alla mammella da cui però si rimise dopo poco
  • a 17 anni soffrì di gonorrea
L'allarme più grave durante il suo regno fu ad ogni modo il 30 giugno 1658 quando il re subì una grave intossicazione alimentare (causata da acqua infetta) da cui derivò una febbre tifoidale. L'8 luglio di quello stesso anno ricevette l'estrema unzione ed iniziarono i preparativi per la sua successione quando, Guénaut, medico personale di Anna d'Austria, gli somministrò un emetico a base di antimonio e di vino che "miracolosamente" guarì il re. Come riportò il segretario di corte Toussaint Rose, fu probabilmente in quell'occasione che iniziò a perdere quasi tutti i capelli e ad indossare la famosa parrucca che divenne una vera e propria moda durante il suo regno.

Il matrimonio con Maria Teresa d'Asburgo

Con la conclusione della guerra franco-spagnola, venne siglato il Trattato dei Pirenei che finalmente fissava le frontiere tra Francia e Spagna. Luigi XIV accettò di buon grado tutte le clausole ad eccezione di una: sposare l'infanta Maria Teresa d'Asburgo, figlia di Filippo IV di Spagna e di Elisabetta di Francia. Gli sposi erano due volte cugini primi dal momento che la regina madre, Anna d'Austria, era sorella di Filippo IV ed Elisabetta era sorella di Luigi XIII. Ovviamente il matrimonio era un fatto meramente politico per riavvicinare Francia e Spagna, sebbene Luigi XIV avrebbe desiderato inseguire il vero amore. Il matrimonio venne celebrato il 9 giugno 1660 nella chiesa di San Giovanni Battista a Saint-Jean-de-Luz.
Luigi incontrò la sposa appena tre giorni prima del matrimonio, rilevando come essa parlasse solo qualche parola di francese. La prima notte di nozze tra i due, contrariamente alla tradizione dell'epoca, non ebbe testimoni.
Conosciuto con l'appellativo di Re Sole (appellativo che gli venne attribuito durante la Monarchia di luglio, anche se il re adottò questo emblema durante la giostra cavalleresca tenutasi il 5 giugno 1662), Luigi XIV fece di tutto per rafforzare la propria posizione di monarca assoluto, scelto per diritto divino. A soli 16 anni, nel mese di aprile del 1655, prese delle posizioni sulle finanze dello stato che avrebbero aumentato le entrate fiscali totali del regno dai 130 milioni del 1653 agli oltre 160 milioni del 1659-1660, gareggiando coi migliori economisti e legislatori del suo tempo e grazie alla collaborazione di personaggi chiave come Jean-Baptiste Colbert. Per quanto Luigi XIV si identificasse con lo stato (celebre è la sua frase "lo stato sono io!"), egli se ne associò sempre come il primo servitore, riassumendo tuttavia nell'idea anche dei suoi contemporanei l'immagine di un sovrano forte e accentratore, ma anche attento a riforme accurate sulle politiche amministrative e fiscali, nella politica estera ed in quella religiosa.

Amanti e figli

Luigi XIV ebbe molte amanti, alcune delle quali esercitarono un grande ascendente sulla vita sociale e sulla cultura del loro tempo, tra cui Françoise Athénaïs de Rochechouart de Montermart, marchesa di Montespan e Françoise d'Aubigné, marchesa di Maintenon († 1719) che si era occupata, come governante, dei figli avuti dal re e dalla Marchesa di Montespan e che il re sposò in segreto dopo la morte della regina Maria Teresa, avvenuta nel 1683.
Versailles fece allestire scale segrete per raggiungere più facilmente le sue "amiche". Queste relazioni, che irritavano fortemente il partito dei devoti e moralisti di corte tra i quali il precettore del Gran Delfino, Jacques Bénigne Bossuet, ebbero fine solo dopo il matrimonio con Madame de Maintenon.
Dalle amanti ebbe i seguenti figli illegittimi
da Louise de La Baume Le Blanc, duchessa de La Vallière et de Vaujours (1644 - 1710):
Dall'ultima amante ufficiale, la marchesa di Maintenon, il re non ebbe figli. Rimane il fatto che quest'ultima fu quella più fortunata, perché Luigi XIV la sposò segretamente dopo la morte della moglie. La marchesa divenne consorte morganatica e sostenne il sovrano negli ultimi anni di vita, sopravvivendogli per quattro anni.
Alla figura di Luigi XIV vengono anche attribuiti numerosi flirt con molte altre donne e dame di corte tra cui: Maria Mancini (nipote del cardinale Mazzarino), Olimpia Mancini, contessa di Soissons (1655), sorella della precedente, Lucia La Motte-Argencourt (1657), Maria Enrichetta Stuart d'Inghilterra (anche se Jean-Christian Petitfils riferì l'episodio come un caso di relazione platonica[26]), Catherine Charlotte de Gramont, principessa di Monaco in quanto moglie del principe locale, Bona Pons, marchesa d'Heudicourt (1665 o 1666), Anne-Julie de Rohan-Chabot, principessa di Soubise (1674-1676), Marie-Elisabeth Ludres (1676-1677), Lydia de Rochefort-Théobon, Anne-Lucie de La Mothe-Houdancourt.

La morte del re

Il 9 agosto 1715, di ritorno da Marly, il re apparve improvvisamente molto depresso e dolorante a causa di una fitta alla gamba sinistra. Dopo un'attenta analisi gli venne diagnosticata una cancrena, derivante dalla gotta contratta nell'ultimo periodo della sua vita. Dopo un'agonia di diversi giorni, Luigi XIV morì alle 8.15 del 1º settembre 1715 a causa di un'ischemia acuta in una delle principali arterie dell'arto contro la quale i medici si dichiararono impotenti. Scomparve pochi giorni prima del suo settantasettesimo compleanno e dopo 72 anni 3 mesi e 18 giorni di regno.
La sua figura era tale che personaggi come l'Elettore di Sassonia Federico Augusto, apprendendo della morte di Luigi XIV, disse solennemente ai suoi ministri: "Signori, il re è morto". Il parlamento di Parigi aprì il suo testamento il 4 settembre successivo. Pare che, alla notizia della sua morte, la Francia intera esultò e festeggiò, accendendo dei fuochi di gioia perché secondo molti con la sua morte era terminata un'epoca di guerre e di sperperi che avevano fatto apparire grande la Francia solo dall'esterno. A riconferma di questo pensiero sta un evento avvenuto durante il suo funerale: il suo feretro, quando venne trasportato per la sepoltura nella Basilica di Saint-Denis, fu oltraggiato da sputi e fango che lanciava la folla. Il suo corpo, riposto nella cripta dei Borboni, li rimase sino al 14 ottobre 1793 quando, durante la rivoluzione, la sua tomba venne profanata e i suoi resti furono dispersi dai rivoluzionari in una fossa comune adiacente la chiesa.

Il sole come emblema

Luigi XIV scelse come proprio emblema personale il sole in quanto esso è la stella che dà vita a tutto, ma anche perché esso rappresentava il simbolo dell'ordine e della regolarità. Egli si può dire che regnò a tutti gli effetti all'insegna del sole, perché anche la sua giornata era scandita come il percorso giornaliero del sole, dall'alba al tramonto, e coinvolgeva in questo anche tutti i cortigiani che come immaginari pianeti dovevano gravitare attorno alla figura centrale del monarca.
Per quanto riguarda una possibile tendenza del sovrano all'egocentrismo, Madame de Maintenon riferì che Luigi XIV, che nell'ultima parte della sua vita dovette affrontare diversi lutti susseguitisi in breve tempo tra cui quella dell'unico suo figlio maschio, vide questi eventi come una questione tra lui e Dio. Ella spiegò di seguito: "Il re era così abituato al fatto che tutti vivessero per lui che non avremmo potuto immaginare che sarebbe stato in grado di morire da sé".
Voltaire ricorda nella sua "Storia del secolo di Luigi XIV" un episodio del Re Sole. Louis Douvrier, un noto "antiquario" dell'epoca, ebbe l'idea, in previsione del carosello del 1662, di assegnare un emblema e un motto personali a Luigi XIV che non ne aveva. Lo stemma proposto fu quello di un globo illuminato da un sole raggiante accompagnato dal motto latino nec pluribus impar ("non inferiore alla maggior parte"). Napoleone I, commentando il motto di Luigi XIV, il suo stemma e la sua politica disse di lui: "Il sole non ha macchie? Luigi XIV fu a parimerito un gran re. Egli è stato colui che ha riportato la Francia al rango delle prime nazioni. Solo Carlomagno può essere paragonato a Luigi XIV, in tutti i suoi aspetti."

Il mio pensiero sul personaggio:

Non sono mai stata un'appassionata di storia ma, ricordo che quando l'ho studiato a scuola sono subito rimasta affascinata dal periodo storico francese in cui regnavano i monarchi. Non so, mi piacevano i vestiti sfarzosi, le acconciature pompose delle dame, gli intrighi di corte, e la ricchezza ostentata dal Re sole.
A dire il vero non tutti i comportamenti di Luigi XIV sono comprensibili e buoni, da ciò che ho appreso era un uomo molto eccentrico che ha fatto di tutto per essere considerato come un Dio e ha portato la Francia in guerra un sacco di volte.
Per tutte queste ragioni ho storto un po' il naso ma, alla fine, ne sono rimasta ugualmente affascinata, si può ben dire che sia stato un sovrano quanto meno abbagliante.
Mi ha fatto ridere il fatto che non era poi così diverso dalle nostre teeneger di oggi. Si, avete capito bene, ho parlato al femminile e ne ho tutte le ragioni.
Aveva una passione per le scarpe (ho letto che ne possedeva a tonnellate), andava matto per l'oro e le cose belle, ha fatto costruire la meravigliosa Reggia di Versaille (e solo per questo vorrei potergli stringere la mano) vogliamo parlare poi della parrucca impossibile con la quale si presenta in tutti i ritratti?
La trovo davvero orribile...che significa secondo voi quella cofana di riccioli neri e quella riga in mezzo tipo Mosè che separa le acque?

Boh...
In fondo mi sembra piuttosto buffo, dicono per altro che non fosse un uomo molto imponente ( misurava circa 1,65) ed era pure di salute cagionevolissima.
Nonostante questo il suo è uno dei regni più lunghi della storia, incoronato giovanissimo (praticamente quando nemmeno sapeva cosa volesse dire essere re) insomma questo vorrà pur dire qualcosa no?
Secondo me non era poi tanto male come monarca.
Ma tornando all'aspetto fisico, secondo voi qual'era il suo asso nella manica per conquistare tutte queste donne sopra citate? Dai ritratti non si può certo dire un'adone...
ma immagino che la ricchezza di per se attirasse già buona parte della corte femminile...piccole insulse ingorde.
Devo dire che è stato anche abbastanza sfigato: avete notato che quasi tutti i suoi figli e nipoti sono deceduti prima di lui?
E avete letto quante volte ha rischiato di schiattare lui stesso?
Insomma amici lettori, il Re sole è un personaggio importantissimo della storia francese e io non vorrei certo mancargli di rispetto, volevo soltanto caricare il lato buffo del personaggio che, ripeto, fin da bambina mi ha affascinata.

Il mio parere sul personaggio scelto da Carmelo:

Carmelo ha scelto un personaggio molto importante della storia egizia: Cleopatra.
Hanno fatto molti film su di lei e ne hanno creato leggende a dir poco affascinanti.
Ancora oggi è descritta come una delle donne più affascinanti e intriganti del mondo, capace di sedurre uomini potenti con la bellezza e la malizia oltre che la sagacia che la contraddistingue.
Sicuramente se potessi viaggiare nel tempo non mi dispiacerebbe farmi dare due dritte da lei ;)
sia mai che mi conquisto qualche sultano bello e ricco da far schifo!
Molte delle più belle attrici l'hanno portata sul grande schermo ma io ne ho scelta una che forse pochi conosceranno: Kristen Kreu.
La trovo davvero perfetta in questa foto e se dovessi immaginarmi il suo vero aspetto lo immaginerei esattamente così:
non rimanete incantati davanti a quegli occhi verde smeraldo, quella pelle olivastra e il viso delicato?
È davvero una bellissima foto a parer mio.
Mi è venuta proprio voglia di guardarmi un bel film sulla sua vita, è sicuramente una donna che vale la pena di conoscere a fondo.

Bene amici, ora andate a leggere il post del mio caro collega La libreria incantata
noi ci leggiamo domani con un nuovissimo post.

Bacioni dalla vostra Cry.

lunedì 29 maggio 2017

Recensioni In una notte buia e spaventosa + Le streghe.

Titolo: In una notte buia e spaventosa
Autore: Adam Gidwitz
Casa editrice: Salani Editore
Prezzo: € 9,90
Genere: Fantasy/horror
Pagine: 252
Voto: 9
Trama:

Vagando per una sudicia palude Hansel e Gretel arrivano a una casetta fatta di dolci e iniziano ad assaggiarne un po', quando d'un tratto sulla soglia compare una donna con un grembiule da fornaia...finiscono così tra le grinfie della terribile strega mangiabambini.
Questo lo sapevate già, ma cosa accadde dopo?
I due fratelli varcano il confine della loro storia e vagano nella tradizione favolistica incontrando alcune delle migliori fiabe classiche già narrate dai fratelli Grimm.
Eccoli impegnati in un viaggio buio e spaventoso attraverso una terra piena di pericoli oscuri, popolata da stregoni malvagi e corvi indiscreti, che li porta ad affrontare persino il Diavolo.


Recensione:

La prima cosa che mi ha catturata di questo libro è la meravigliosa copertina, guardate quanto sono accurati i dettagli, i colori, le ombre che rendono il tutto ancora più oscuro e misterioso...e un po' pauroso, ammetto.
In realtà non si prospetta affatto la solita favoletta, come del resto si intuisce dalla trama, ma bensì da un continuo via vai di storie pazzesche e mooolto sanguinose e terrificanti...se siete particolarmente sensibili.
Di sicuro non è una fiaba da raccontare ai più piccoli, però sono sicura che potrete intrattenere dei ragazzini con il debole per l'horror.
Non è quella favoletta di Hansel e Gretel che conosciamo, o meglio quella che tradizionalmente conosciamo come la fine, non è altri che l'inizio.
Devo ammettere che da bambina la favola dei due fratelli non mi ha mai colpita particolarmente ma mi sono dovuta ricredere perché questo libro è bellissimo, l'ho divorato in un giorno.
È scorrevole, divertente e sanguinoso al punto giusto, garantito.
Ho trovato azzeccata l'idea che lo scrittore stesso abbia preso parte alla storia aggiungendo qui e là piccoli pezzi in cui si rivolge direttamente al lettore, come se fosse veramente lui a raccontarci questa favola e non noi a leggerla.
È davvero una cosa che inizia a piacermi avendola già trovata in qualche libro recentemente.
Altra cosa che rende il tutto più intrigante è il fatto che l'autore abbia riunito alcune della favole dei Grimm e le abbia girate in chiave moderna facendole vivere dai nostri protagonisti. Trovo che ci voglia una certa abilità per fare ciò e riuscirci bene.
Pensate che ho finito per guardare i due fratellini con altri occhi alla fine della storia.
Si scoprono intelligenti, coraggiosi e soprattutto pronti a sacrificarsi.
Unica pecca le figure genitoriali... sono davvero ma davvero pessime...non vi posso raccontare tutto però fidatevi di me quando vi dico che se cercate genitori degeneri beh, qui ne trovate a palate.
Per quanto riguarda le parti da brivido devo ammettere che, per essere comunque una lettura per ragazzi, è piuttosto raccapricciante.
Nonostante io ami le favole so che ce ne sono davvero tantissime dei Grimm che non conosco per cui sono felice di aver acquistato mesi fa il librone contenente tutte le loro fiabe originali, che non sono ovviamente quelle raccontate dalla Disney, per capirci.
Non vedo l'ora di leggerlo!
Tirando le somme è davvero un libro carino che vi consiglio di leggere anche perché non è molto conosciuto e mi spiace perché merita tantissimo a mio parere.

Titolo: Le streghe
Autore: Roald Dahl
Prezzo: € 6,90
Genere: Fantasy per ragazzi
Pagine: 195
Casa editrice: La biblioteca della Repubblica
Voto: 7

Trama:

Chi sono le vere streghe? Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma signore elegantissime, magari vostre conoscenti. Portano guanti bianchi, si grattano spesso la testa, si tolgono le scarpe a punta sotto il tavolo e hanno denti azzurrini... tutto per nascondere gli artigli, le teste calve, i piedi quadrati e la saliva blu mirtillo: i segnali distintivi delle vere streghe. Ore che lo sapete potete evitare di essere trasformati in topi, ma solo se terrete gli occhi ben aperti. Le realtà non è sempre quella che sembra.

Recensione:

Io adoro leggere i libri per ragazzi e ancor di più adoro le streghe e il mondo magico in qualunque sua forma.
Non avevo mai letto questo libro e sono stata felice di accaparrarmelo nonostante la mia età (27 anni!)
ho il presentimento che non crescerò mai e poi mai ma va benissimo così.
Il libro mi è piaciuto molto però non sono d'accordo con l'idea che ho io delle streghe... a me piace pensare alle streghe in modo classico: vestite di nero, con grossi e alti cappelli a punta, i loro pentoloni che sobbollono sul fuoco, un gatto nero o un corvo come compagno di vita e magia a bizzeffe.
Queste diciamo che sono un po' fuori dall'ordinario.
Nonostante questo la storia è molto carina e i protagonisti sono davvero simpatici, soprattutto la nonna sprint che sembra un generale e sa tutto sulle streghe.
Il piccolo nipotino è coraggiosissimo e non si da per vinto, nemmeno quando viene trasformato in topo.
Riesce ad usare questo fatto a suo vantaggio e sterminare l'intera comunità di streghe dell'Inghilterra.
Uno dei migliori libri di Dahl che consiglio di leggere a tutti.