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venerdì 22 luglio 2016

Recensione.

Titolo: Notti in bianco, baci a colazione
Autore: Matteo Bussola
Prezzo: € 17,00
Genere: Diario
Pagine: 169
Voto: 10

Trama:

Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i “lecconi”, i baci a tutte le ore.
Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa.
Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova ad osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell' “abitudine di restare” si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.

Recensione:

Ci sono amori che nascono al primo sguardo e, il mio amore per Notti in bianco, baci a colazione, è nato non appena ho visto la copertina. Mi è piaciuto da subito lo stile allegro e “cartonato” della copertina e mi ha ispirato molta tenerezza. Quando poi ho letto la trama mi sono detta: “Devo comprarlo!” e l'ho portato via con me.
Mano a mano che andavo avanti con la lettura il mio amore cresceva pagina dopo pagina, dovreste vedere alla fine quanti post it escono dalle pagine per tutte le annotazioni che ho preso.
È davvero una lettura dolcissima che può insegnare tanto ai genitori novelli e che può far ricordare quelli esperti.
Io non ho figli ma grazie a questo libro sono riuscita a comprendere di più quel rapporto speciale che li lega ai genitori, è davvero toccante leggere le frasi di questo padre innamorato della sua famiglia e, se non fossi così difficile alla commozione, mi sarei certo messa a piangere di tanto in tanto, è davvero dolcissimo Matteo Bussola ed è un uomo da ammirare e prendere come esempio.
Certo, quando arrivano i figli la vita cambia, viene sconvolta, e niente è più come prima, bisogna avere la maturità adatta, la forza e tutto l'amore possibile per creare una famiglia stabile e serena.
Non immaginavo che potesse essere una lettura così bella ed emozionante e sono davvero felice di essere incappata in questo libro che di sicuro entra a far parte della mia top ten personale e sarà conservato con gelosia e attenzione.
Alcune frasi mi sono entrate nel cuore e sarebbero ideali per un tatuaggio, Matteo Bussola è un poeta e sa come trasformare i sentimenti, le emozioni, in parole bellissime.
Alle volte mi sono trovata a ridere per le buffe idee che i bambini possono avere, alla sincerità schietta che li caratterizza, alla dolcezza e all'ingenuità che li rendono irresistibili.
Ovviamente volevo vedere l'autore con i miei occhi per cui sono andata subito sulla sua pagina Facebook e ho curiosato un po', inutile dire che si è confermato come uno dei miei nuovi autori preferiti e sicuramente una grande scoperta di questo 2016. non vedo l'ora che scriva un altro libro.

Le frasi più belle tratte dal libro:

Le prospettive ci insegnano a tracciare gli orizzonti e a capire che ogni cosa cambia a seconda di come scegli di guardarla, e che a volte i futuri più improbabili sono il risultato di una rincorsa che hai cominciato a prendere quando nemmeno lo sapevi. Devi solo vincere la paura di saltare quando arriva il tuo momento.

Per quanto uno possa diventare grande, se vuole può restare piccolo lo stesso, anche da adulto.

La bellezza non è facile mai. E se non la scegli solo perché magari ci vuole più tempo ad aprirla e a raggiungerla, tutto il tempo risparmiato evitandola non sarà mai una vittoria, ma la più clamorosa delle sconfitte.

Quando Paola e io ci siamo conosciuti eravamo due alberi storti. Abbiamo deciso di metterci insieme, ma ci è risultato evidente da subito che non era possibile che l'uno riuscisse a raddrizzare l'altro, né che dai nostri due alberi storti potesse venirne fuori uno solo dritto. Però, appoggiandoci, è venuta fuori una capanna. La capanna è viva e cresce ogni giorno. Certe volte ondeggia sotto il vento forte. Fino a qui, niente è riuscito ad abbatterla.

Non c'è solo quello che vedi, c'è sopratutto quello che senti.

Mentre i figli imparano la vita, tu impari ad essere padre, cioè impari la tua seconda vita. Che vuol dire smettere di essere e cominciare ad esserci, sapere che quel che c'è passerà presto, riuscire a cogliere la fortuna di quel sorriso tutto per te anche quando sei stanco, la bellezza di quel gioco anche se sei nervoso, la meraviglia di quei 16 chili che vogliono dormire addosso al tuo sterno anche quando sei devastato dalla stanchezza e daresti di tutto per dormire a pancia sotto.

Non mi sento un adulto che diventa vecchio mentre le mie figlie diventano giovani, ma un vagabondo inesausto che lungo il cammino si riempie le tasche di sassi. Ognuno di quei sassi è un ricordo che con la sua consistenza mi racconta che c'ero. I sassi mi rallentano e mi rendono più pesante, ma ognuno mi ancora al presente e mi fa diventare fondamenta per il futuro di qualcun altro.

Quando apri la porta troppo in fretta alle persone, prendono paura e se ne vanno.

Certe volte, quando ti sembra che la vita stia rovinando i tuoi piani, magari è semplicemente perché ha in serbo qualcosa di meglio.

Il cuore è un grande armadio, ci sono dentro le persone che hai scelto, poi ci sono il ripiano dei baci, i cassetti degli abbracci, gli appendini degli sguardi, gli scaffali del male e quelli del bene.

Ho imparato che quando le cose finiscono non è necessariamente per colpa tua, ma che, se tieni distanti gli altri nel tentativo di proteggerti, allora non puoi pretendere di riprenderteli quando d'un tratto ti senti pronto tu.

Ho a lungo creduto che la libertà che serve fosse quella di un marinaio sempre pronto a prendere il mare. Invece oggi so che la libertà che scelgo e la forza che conta, quell'orizzonte che sentivo di dover cercare ogni volta più lontano, non si fondano sull'attitudine a partite. Ma sull'abitudine a restare.

Mi piacerebbero un sacco di cose ma non ho davvero bisogno di niente perché tutto quello che mi serve, tutto ciò che dà un senso alle mie giornate, tutte le mie ragioni me le ha già regalate durante questi anni insieme, al punto che al mio compleanno il regalo più bello che riesco a immaginare sarebbe un lungo bacio appassionato vicino alla finestra mentre fuori piove e io le tengo la testa fra le mani.

La storia che raccogli quel che semini non è vera. Seminare non serve a nulla se non predisponi anche un impianto di irrigazione, tieni lontano i parassiti, levi le erbacce, metti dei sostegni fino a quando le piante non saranno abbastanza forti per reggersi da sole. Se non sei lì a tirarle su quando il vento le ha piegate a terra. Non si raccoglie quel che si semina e basta, raccogliamo solo ciò di cui ci siamo presi cura sempre.


Un figlio è una freccia a due punte. Quando la scocchi, la prima punta si allontana veloce da te, seguendo la propria traiettoria in un futuro che non ti appartiene. La seconda, invece, viene scagliata all'indietro e si conficca per sempre nel tuo petto di genitore. Per ricordarti che resterai arciere anche senza frecce, e che quel dolore che sentivi incombere come un presagio fin dal suo primo giorno, ora è qui per non andarsene più e scandirà il resto della tua vita. Ogni madre e ogni padre sono accomunati da una ferita che non si rimargina.

Con questa recensione io vi saluto amici lettori, vi do appuntamento a domani con un nuovo post.
Se vi capita leggete questo libro perché merita davvero ed è dolcissimo.
Un bacione dalla vostra Cry.

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