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giovedì 2 agosto 2018

Recensione Avevo solo una manciata di stelle.


Avevo solo una manciata di stelle. La vera storia del cane RubyTitolo: Avevo solo una manciata di stelle
Autore: Carola Vannini
Prezzo: 8,90
Casa editrice: Pickwick
Genere: narrativa/biografia (di un cane)
Voto: 7/10
Trama:

Rubacuori, per tutti Ruby, è un cane meticcio come tanti, o forse no. Per capirlo basta raccontare la sua storia. Ruby ha vissuto otto anni in canile senza mai uscire dal suo box finché, un giorno, una famiglia lo ha finalmente adottato. Ma non si è dimenticato delle difficoltà affrontate e ha deciso di mettersi in gioco. Dal 2008 è infatti presidente dell'associazione Secondazampa, che si occupa di animali in cerca di adozione. E, qualche mese fa, ha deciso di scrivere e auto pubblicare con inaspettato successo la sua autobiografia devolvendo parte dei proventi in beneficienza. Perché la vita, vista dai suoi 60 cm di altezza, adesso non è poi così male.


Recensione:

Mia madre conosceva poco di ciò che accadeva all'interno della casa. Eppure lei, quasi ogni notte, si avvicinava piano e trascorreva ore ad osservare e sognare come sarebbe stata la sua vita se solo le avessero permesso di occupare un angolo, anche il più remoto della stanza più piccola.
Forse un giorno le avrebbero rivolto uno sguardo, le avrebbero aperto quella porta che li separava, e l'avrebbero accarezzata accogliendola finalmente in famiglia.
Ci sperava, ci sperava sempre.”

Avevo bisogno di una lettura leggera ma che comunque mi facesse emozionare, e così la mia scelta è ricaduta su Avevo solo una manciata di stelle, la triste storia di Ruby, un meticcio arrivato in canile da cucciolo e vissuto lì per buona parte della propria vita.
La scelta di raccontarla in prima persona è stata azzeccata perché mi sono immersa ancora di più nelle emozioni provate da Ruby e ne ho provato una pena infinita.
Ve lo dico onestamente, non ne consiglio la lettura a chi è fragile e particolarmente sensibile perché, a fine lettura vi ritroverete con il cuore in mille pezzi.
Ma voi sapete che sono un'amante di questo tipo di letture e ne ho anche ricavato un ottimismo quasi fuori luogo, si perché il piccolo Ruby ci insegna a non arrendersi mai, nemmeno dopo anni di sofferenza, perché il domani potrebbe finalmente cambiarci la vita e farci rinascere.
Ho sofferto molto a leggere di questo cagnolino costretto a vivere (a sopravvivere più che altro) in un box minuscolo con altri 4/5 cani, con poco cibo, con il gelo d'inverno e l'afa d'estate, senza amore, senza una carezza o una parola dolce, senza il contatto umano. Credetemi ho praticamente pianto al pensiero di queste povere anime innocenti rinchiuse nei canili di tutto il mondo, a soffrire senza un briciolo d'amore ne di speranza.
I cani poi sono animali meravigliosi e non è giusto che tanti non possano vivere nemmeno un giorno in una calda casa, circondati da amore e cure, sono moltissimi i cani che vengono rinchiusi, maltrattati e malmenati fino alla fine dei loro giorni, senza vedere mai la luce del sole, senza sentire il profumo dell'erba o la sensazione di una carezza sulla testa.
Mi si spezza il cuore a pensarci!
Per fortuna ci sono persone buone al mondo, in grado di donare amore e salvare queste anime perse, proprio come è successo a Ruby, adottato anche se vecchiotto a cui è stata data finalmente l'occasione di amare ed essere amato, di fidarsi dell'uomo e di instaurare con lui un legame inaspettato.
Vorrei inoltre promuovere l'adozione presso i canili, so che molti pensano che un cane di razza sia migliore, ma credetemi se vi dico che adottando un cane dal canile non solo salverete un povero animale costretto in una specie di galera, ma avrete anche tanto indietro, sono cani in grado di donare tanto amore proprio perché hanno sofferto.
Tornando al libro, mi è piaciuto molto ed è riuscito a toccarmi il cuore nel profondo, ad emozionarmi e a darmi speranza per il futuro.
Una storia che tocca i cuori e riscalda l'anima, una storia che, ancora una volta, ci ricorda quanto sia speciale il rapporto tra uomo e animale.

Aveva uno sguardo malinconico, con occhi marroni che risucchiavano chi li guardava in un abisso fatto di speranze e desideri infranti.”



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