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mercoledì 1 febbraio 2017



Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Deagostini classici
Prezzo: 6,90
Genere: Classico
Pagine: 155
Voto: 9

Trama:

Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull'equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell'analfabetismo. Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte. Protagonista è il vecchio e tirchio finanziere Ebenezer Scrooge - personaggio che servirà da modello per il Paperon de' Paperoni disneyano - che nella notte di Natale viene visitato da tre spettri. Lo indurranno a un cambiamento radicale, a una conversione che ne farà uno dei più grandi personaggi letterari di tutti i tempi. Ma forse parte del segreto, della magia ineludibile di questo romanzo è nella ricomposizione dei ricordi, nella restituzione di senso alla storia, nella ridefinizione del posto dell'uomo nel tempo.

Recensione:

Questo è il vero libro di Natale, l'ho sempre pensato. Nonostante sia molto famoso, non lo avevo mai letto, mi ero limitata a guardare qualche remake in tv e ne ero rimasta affascinata.
Dicevo sempre che dovevo leggerlo prima o poi e quest'anno è arrivato finalmente il suo momento.
Sapete bene di cosa parla Canto di Natale per cui non vi starò a dire l'ovvio.
Passo immediatamente alle mie impressioni su questa lettura.
Avevo già avuto modo di leggere altri libri di Dickens come David Copperfield, e posso dire che è uno degli autori classici che preferisco, il suo stile leggero e fiabesco, talvolta divertente, mi aveva già conquistata tempo fa.
Nonostante la storia a tratti sia decisamente inquietante e spaventosa, Dickens, riesce a stemperare l'atmosfera con una battuta o semplicemente concentrandosi su un particolare che tende a far dimenticare cosa sta realmente accadendo in quel momento.
Sapete bene quanto io ami le atmosfere horror, tenebrose, oscure e piene di fantasmi...inutile dirvi che nei momenti salienti e paurosi ero in brodo di giuggiole!
Sarà anche un tantino antipatico, un uomo senza cuore, mostruosamente cattivo, un essere indegno e abominevole ma non posso proprio dirvi che ho odiato il signor Scrooge...in realtà io l'ho guardato sempre con gli occhi del futuro e, anche quando era odioso, riusciva a risultarmi in qualche modo simpatico.
Immaginavo un vecchiettino rachitico e inacidito dall'età che non sa far altro che borbottare contro il mondo, sempre pronto ad attaccar briga con chiunque gli capitasse a tiro.
Lo so, sono parecchio strana ma io l'ho adorato, ancor di più quando finalmente arriva la vera svolta nella sua triste e vuota vita.
Un personaggio che ho subito preso a cuore è Bob Cratchit, il povero impiegato di Scrooge.
Ho amato dal profondo del cuore quest'ometto buono, gentile e umile che, nonostante sia povero in canna, riesce a vedere il lato positivo delle cose, non si scoraggia mai ed ha un pensiero buono verso quell'uomo orribile che è il suo capo.
Leggendo di lui ho sentito il vero calore della famiglia, perché, se si è uniti, si possono davvero superare ostacoli insormontabili, e Bob con la sua numerosa famiglia riesce a superare problemi enormi come lo stipendio da fame, la salute cagionevole di uno dei suoi figli e la difficoltà di vivere una vita dignitosa con il poco che ha a disposizione. Credo sia un grande insegnamento.
In realtà l'intera storia raccontata da Dickens è un grande insegnamento al genere umano.
Ognuno dovrebbe davvero pensare bene alla propria vita e lasciar perdere l'egoismo che ci contraddistingue, imparare a vedere i problemi altrui ed essere sempre pronti a tendere una mano a chi ne ha bisogno.
Purtroppo spesso questo non succede, l'uomo tende sempre a pensare solo ai propri problemi e l'egoismo e la chiusura totale fa si che non esistano più fratellanza e carità, generosità e bontà.
Dickens, miei cari lettori, la sapeva lunga e sono felice che tutti possano imparare qualcosa da questo meraviglioso libro scritto nel 1843 e arrivato fino a noi. Se è in circolazione dopo tutto questo tempo c'è un motivo.
Leggetelo se vi capita o guardate i film che ne hanno tratto, dopo vi sentirete meglio, pieni di gioia e spirito natalizio, e forse guarderete il prossimo con altri occhi.


Le frasi più belle tratte dal libro:

Ci sono tante cose da cui posso aver tratto del bene, senza averne ottenuto un profitto.

È una cosa splendida che, per rispondere all'infezione della malattia e del dolore non vi sia nulla al mondo di più irresistibile e contagioso della risata e del buon umore.

La conseguenza di questa sua ostinata antipatia verso di noi, questa fissazione a non trascorrere del tempo felice con noi, per lui è causa della perdita di momenti piacevoli, che non potrebbero certo fargli alcun male.

È bello tornare bambini in certi giorni, e non c'è giorno migliore di Natale.


Il cammino di ciascun uomo preordina delle precise destinazioni, verso le quali, seguendole, egli si dirige. Ma se ci si discosta da quel cammino, le destinazioni cambieranno.




4 commenti:

  1. Ola :),
    Questo è uno dei pochi libri che ho letto in inglese, è davvero bello leggere una storia che già conosci da bambino :D

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    1. Complimenti, io sono una frana con le lingue, non riuscirei mai a leggere qualcosa in un altra lingua!
      ;)

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  2. Ciao Cry! Questo romanzo è uno dei miei preferiti in assoluto...lo amo davvero con tutta me stessa! Spero che anche tra 500 anni sarà uno dei classici più letti.
    Ne ho parlato anche io sul mio blog in uno dei miei vecchi post :-)

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    1. Ciao Silvia!
      Sono d'accordo con te, è un libro meraviglioso!
      :)

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